L'intervista fatta a Steven Ogg, la voce di Trevor in GTA V Torna indietro

2 ottobre 2013 alle 01:01
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La star d’eccezione di Grand Theft Auto V, il bambino da due milioni di dollari d’incassi della Rockstar Games, è sicuramente Trevor. Uno dei tre personaggi “giocabili”, Trevor è la personificazione dell’animo caotico del videogioco, un divertente quanto immorale criminale violento, pervertito di professione con un debole per le casalinghe Messicane represse.

 

Steven Ogg è Trevor. Ogg, un attore televisivo e teatrale di origine canadese, ha donato al personaggio non solo la sua voce ma – com’è evidente – anche la sua immagine, rendendo Trevor, l’inverosimile cartone animato, in qualche modo credibile.

Inutile dire che Ogg ha qualcosa in comune con Trevor, come ci ha raccontato la scorsa settimana:
 

Qual è stata la reazione al tuo lavoro come Trevor fino a ora?

Steven Ogg: È stata davvero fantastica! Sono così entusiasta che i fan abbiano risposto così positivamente alla mia performance. Hanno gradito la sua natura impulsiva e psicopatica ma si sono crogiolati nel suo senso dell’umorismo – cosa magnifica da sentire! Volevo renderlo multidimensionale e i fans ne stanno rispondendo. È davvero pazzesco!

Hai provato il gioco? Hai intenzione di farlo?

S.O.: Non ci ho giocato, ma l’ho messo nella console e ne ho guardato l’inizio. Tendo a sbattere continuamente nello stesso muro quando provo a controllare un personaggio nel gioco. In ogni caso mi piacerebbe guardarlo!
 

Com’è cambiato il personaggio di Trevor quando l’hai interpretato? In altre parole, dal progetto originale a com’è nel gioco ora?

S.O.: Trevor è notevolmente migliorato (non so se questo sia il miglior modo per descrivere il suo cambiamento) quando l’ho interpretato. Le sfumature e i tratti del carattere che hanno cominciato ad apparire – la sua camminata, il suo modo di parlare, le sue reazioni hanno decisamente aggiornato il suo sviluppo nel corso del gioco. È stata una cosa così incredibile come attore, perché se semplicemente mi fidavo delle parole scritte, quelle parole influenzavano le mie scelte e il modo in cui Trevor veniva fuori. Se c’erano cose che non capivo sul mio personaggio, davo loro un senso.
 

Avevi qualche preoccupazione nell’interpretare un personaggio che fa cose tanto orribili?

S.O.: Quali cose orribili? Mi stai dicendo che Trevor fa cose riprovevoli? Hee Hee. Il mio primo giorno di riprese c’è stato uno degli atti più violenti, quindi ho impostato la battuta. No, Non mi sono mai preoccupato perché è recitazione – è la stessa cosa di quando avevo dodici anni e fingevo di essere un soldato inglese con una pistola e una baionetta in teatro – è finzione.

 

Ci sono state scene particolarmente difficili da fare?

S.O.: Sicuramente qualche volta è stata una sfida trovare la realtà come attore in un mondo pazzo e psicotico dove ho detto e fatto cose oltraggiose. E’ stato eccitante  [It was always exciting though because I loved the opportunity to perform something that didn’t always feel comfortable or right to me as an actor. Problemi di ambiguità nella traduzione.]

Sei stato ispirato da altre esibizioni per ritrarre Trevor?

S.O.: La performance di Tom Hardy in Bronson ha avuto sicuramente una notevole influenza. Era abile nel camminare sulla sottile linea che divideva il suo essere psicopatico dal suo essere intrattenitore mentre manteneva il suo senso dell’umorismo in un qualsiasi posto oscuro. Mi sono sempre ispirato dall’intensità con cui gli attori si rendono orgogliosi di quello che fanno – dall’essere un attore, un pittore, un musicista, uno scrittore, all’essere un giardiniere. C’erano anche delle canzoni che ascoltavo per far nascere il Trevor che era in me.
 

La Rockstar ha basato l’aspetto di Trevor sul tuo? Ci sono ovviamente delle somiglianze.

S.O.: Tutta la performance era motion captured – quindi la faccia, il corpo e la voce erano registrati per creare Trevor. Prendi una qualunque prestazione che vedi in TV o nei film – cogline il movimento – ed è essenzialmente quello che ha fatto la Rockstar con noi attori.

Trevor è il personaggio nel gioco che sembra più ovviamente mirato a giocatori e la cultura di gioco, lui è il personaggio "divertimento", l'id del gioco. Come ti senti a riguardo?

S.O.: Capisco perfettamente perché è il personaggio "divertimento" e l'id del gioco - questo è ciò che sempre mi ha affascinato di lui giocando come attore. Egli è chi arriva a fare, di dire, di agire e di reagire ma si sente senza alcuna conseguenza. Si può sostenere che un personaggio che rappresenta il fare le cose e la sofferenza senza conseguenza è riprovevole, ma io non sono d'accordo. La gente giocare a questi giochi di scappare, di essere liberi di repressione che possono o non possono sentire nella loro vita ordinaria. Chi non ha voluto rispondere alla persona maleducata o per il bullo o per chiunque che ha fatto la vostra giornata infelice e portata via una parte della sua gioia? Trevor riporta tutto indietro per i giocatori - si arriva ad agire su ogni impulso e il desiderio.

 

 

La Rockstar come ti ha scoperto?

S.O.: C’è stata una serie di audizioni. Il mio agente mi ha fissato appuntamento, ho fatto una registrazione con un casting director, molte settimane dopo mi è stato chiesto di richiamare la Rockstar, ed è così che è iniziato.
 

Com’è stata la prima audizione?

S.O.: La prima audizione è stata come qualunque altra – in piedi davanti ad uno schermo blu recitando con il casting director che legge con te. Quando sono stato richiamato dalla Rockstar, è stato un po’ diverso perché volevano provare le varie combinazioni con gli attori. Quando io e Ned Luke, che impersona Michael, siamo entrati nella stanza insieme c’è stato subito qualcosa. Entrambi abbiamo sentito di avere una specie di chimica insieme, il True West con una specie di aggressività combattiva maschile. Siamo stati bene, ma lasciando la stanza non hai più nulla in mano. Fortunatamente per me, le Rockstar fu d’accordo. 
 

Hai fatto uso di metanfetamine prima? Speed? Ti ha aiutato nell’impersonare Trevor?

S.O.: No, non sono un tipo da droga. Più uno da birra e vino. Il ritratto di Trevor era finzione - fidati delle parole e le azioni ti porteranno dove devi essere.

Il processo di creazione di Trevor è stato diverso rispetto a quello di altri videogames su cui hai lavorato? In che modo?

S.O.: Questo è stato il mio primo gioco di questa portata e le altre esperienze a riguardo sono state davvero poche. Il processo di registrazione è avvenuto al 90% durante il Motion Capture, quando eravamo travestiti e le nostre facce e i nostri corpi, le nostre voci erano riprese tutte insieme. Nello studio di registrazione, le riprese erano sempre divertenti – un copione, un microfono, un’immagine and it was off to the races.

Potrete trovare a questo link l'articolo originale in inglese.

Ringrazio principalmente Roberta Cardone, senza di lei ci avrei impiegato due giorni anziché uno. Inoltre delle altre grazie le devo a GRT_, che mi ha aiutato con alcuni grattacapi.



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